Patrick Cordier
Biografia
Patrick Cordier, nato il 29 dicembre 1946 a Besançon e morto il 5 giugno 1996 a Les Pennes-Mirabeau, è stato un alpinista, scalatore e ricercatore francese. Figlio di insegnanti residenti a Parigi, scoprì la montagna in giovane età a Chamonix, dove la famiglia possedeva uno chalet, e imparò ad arrampicare sulle falesie di Fontainebleau e Saussois. Prima di tutto arrampicatore, specializzato in big wall e arrampicata in solitaria, divenne nel giro di pochi anni uno dei migliori scalatori della sua generazione. Nel 1967, fu il membro più giovane della squadra francese che aprì la via diretta sul Trollryggen, sulla Trollveggen in Norvegia, una parete allora leggendaria e temuta, che gli valse il riconoscimento internazionale nella comunità alpinistica. Tra il 1968 e il 1970, realizzò diverse importanti prime salite sulle pareti calcaree della Francia sudorientale, in particolare la parete del Duc nelle Gole del Verdon con la via Les Enragés, così come la parete delle Voûtes nel massiccio del Dévoluy, affermando uno stile impegnato in cui limitò deliberatamente l'uso dei chiodi. Nel massiccio del Monte Bianco, e più specificamente nelle Aiguilles di Chamonix, Patrick Cordier aprì o partecipò all'apertura di vie che sarebbero diventate delle classiche, come il pilastro nord-ovest dei Grands Charmoz, in seguito noto come Pilastro Cordier. Svolse un ruolo chiave nell'introduzione delle tecniche di arrampicata "pulita" in Francia, ispirandosi a quanto scoperto in Nord America nei primi anni '70. Nel 1972, durante un viaggio in Alaska, Canada e California, effettuò la terza salita in solitaria di The Nose su El Capitan nella Yosemite Valley, riportando in Europa l'uso sistematico di nut e friend, che poi applicò alle pareti del Monte Bianco. Pioniere dell'arrampicata senza chiodi nelle Alpi, scalò in particolare il pilastro ovest della Punta Lépiney nel 1975 e, soprattutto, il pilastro sud dell'Aiguille de Roc, che in seguito avrebbe portato il suo nome ed è considerata la prima grande via aperta in Francia utilizzando solo nut e friend. Contemporaneamente, fondò una compagnia di guide indipendenti a Chamonix con Jean Afanassieff e i fratelli Bodin, dimostrando il suo impegno a rimanere libero dai tradizionali vincoli istituzionali. Guida di alta montagna e professore presso la Scuola Nazionale Francese di Sci e Alpinismo (ENSA), trasmise la sua esperienza a una nuova generazione di alpinisti. Le sue attività si estesero all'esplorazione remota: nel 1975, effettuò la prima salita del Mont Ross nelle Isole Kerguelen, l'ultima vetta inviolata in territorio francese, in cordata con Jean Afanassieff. Partecipò poi a spedizioni nel Karakorum, in particolare al K2, prima di realizzare la prima salita del Bubuli-Mo-Tin e aprire una nuova via sulla seconda torre del Trango. Parallelamente alla sua carriera alpinistica, Cordier condusse ricerche in neuroscienze. Figura discreta e influente, spesso descritto come "outsider" e libertario, Patrick Cordier ha segnato profondamente l'evoluzione dell'alpinismo attraverso la sua ricerca della libertà, la sua etica del rischio calcolato e il suo rifiuto del clamore mediatico. Morì il 5 giugno 1996, all'età di 49 anni, in un incidente motociclistico sull'autostrada tra Aix-en-Provence e Marsiglia.
Informazioni personali
- Data di nascita
- 29 dicembre 1946
- Data di morte
- 5 giugno 1996
- Luogo di nascita
- Besançon, Doubs, France
- Professione
- Acting




