Álex Txikon

Biografia
Álex Txikon è un alpinista basco e scalatore himalayano spagnolo, nato il 12 dicembre 1981 a Lemoa, Biscaglia, dove è cresciuto come ultimo di tredici figli. Profondamente influenzato dalla montagna fin da piccolo, la sua passione per le altezze si è rapidamente unita al gusto per l'avventura e il lavoro di squadra, un aspetto che rimane centrale nel suo approccio all'esplorazione, che si tratti di spedizioni estreme o di progetti cinematografici nelle remote regioni dell'Himalaya. All'inizio degli anni 2000, Txikon si è recato per la prima volta sull'Himalaya come cameraman con la squadra di Edurne Pasaban, all'epoca impegnata nel progetto di scalata di quattordici ottomila. Nel 2003, a soli 21 anni, ha scalato il suo primo ottomila, il Broad Peak, nel Karakorum, che ha davvero lanciato la sua carriera di alpinista himalayano di alto livello. Negli anni successivi, scalò il Makalu, il Cho Oyu e altre vette importanti, partecipando anche a diverse spedizioni televisive e documentari, in particolare quelli legati alla serie "Al filo de lo imposible" (Al limite dell'impossibile), che contribuirono a portarlo all'attenzione del grande pubblico. Nel corso della sua carriera, Álex Txikon è diventato uno dei massimi specialisti mondiali di spedizioni invernali, distinguendosi per la sua capacità di sopportare il freddo estremo e lunghi periodi di isolamento in alta quota. Partecipò a più di trenta spedizioni e riuscì a scalare undici dei quattordici ottomila, tra cui due volte lo Shisha Pangma, portando il suo numero totale di vette di ottomila metri a dodici. Nel 2013, realizzò la prima salita invernale del Laila Peak in Pakistan e, nello stesso anno, scalò con successo il Lhotse, confermando la sua reputazione di alpinista d'alta quota veloce e versatile. Uno dei punti di svolta più importanti della sua carriera è avvenuto nel 2016, quando ha realizzato la prima salita invernale del Nanga Parbat, "la montagna assassina", insieme a Simone Moro e Muhammad Ali Sadpara. La spedizione si è svolta in condizioni estreme, con temperature che sono scese fino a -55 °C, e ha consacrato Txikon come una delle figure di spicco dell'alpinismo himalayano contemporaneo. Successivamente, ha dedicato diverse stagioni a tentativi invernali sull'Everest e sul K2, in particolare una spedizione al K2 del 2019 caratterizzata dall'uso di igloo al campo base e nei campi d'alta quota, un approccio innovativo e più pulito progettato per migliorare il comfort e la sicurezza rispetto alle tende tradizionali. Oltre al suo ruolo di alpinista, Txikon è anche un atleta multidisciplinare, un aizkolari (boscaiolo tradizionale basco) ed ex BASE jumper, disciplina in cui ha stabilito un record spagnolo nel 2013 lanciandosi dalla cima del Veleta, a un'altitudine di oltre 3.200 metri. Si definisce volentieri un uomo di terra, impegnato nella scoperta delle culture locali e della dimensione umana delle spedizioni, convinto che le montagne abbiano senso solo se condivise con i suoi compagni di scalata e gli abitanti delle valli che attraversa. Esploratore instancabile, continua a preparare nuove spedizioni, spesso in inverno, confermando il suo posto tra gli alpinisti himalayani più esperti della sua generazione.




