Giusto Gervasutti

Biografia
Giusto Gervasutti, nato il 17 aprile 1909 a Cervignano del Friuli e morto il 16 settembre 1946 sul Monte Bianco del Tacul, è stato un alpinista italiano che aprì numerose vie nelle Alpi, come la parete nord-ovest dell'Ailefroide e l'Olan (considerata all'epoca la più grande difficoltà delle Alpi dopo le Grandes Jorasses). Gervasutti scoprì la montagna giovanissimo, nelle Alpi Carniche e nelle Dolomiti, dove forgiò il suo temperamento da alpinista di alto livello. A sedici anni iniziò ad arrampicare seriamente, concatenando rapidamente vie sempre più impegnative, per poi stabilirsi a Torino nel 1931, aprendo definitivamente le porte alle grandi ascensioni nelle Alpi Occidentali. Le sue prime imprese significative furono la parete sud della Marmolada e la prima salita del Monte Siera sopra Sappada, che consolidarono la sua abilità in parete. Nel 1932 scoprì l'alpinismo invernale d'alta quota sul Nordend e sul Cervino, gettando le basi per uno stile caratterizzato da velocità, impegno e ricerca della difficoltà nelle condizioni più impegnative. Gervasutti affrontò rapidamente i maggiori problemi dell'epoca: nel 1934 aprì la parete nord-ovest dell'Olan, allora considerata una delle più grandi sfide alpinistiche dopo le Grandes Jorasses, seguita dal pilastro nord-ovest dell'Ailefroide Occidentale nel 1936, spesso citato come una delle linee più belle del massiccio degli Écrins. Realizzò anche la prima salita del canale nord-est del Mont Blanc du Tacul e, con Boccalatte e altri compagni, aprì una serie di vie prebelliche che lasciarono un segno indelebile sul massiccio del Monte Bianco. Soprannominato "Il Fortissimo" per la forza fisica e mentale dimostrata in parete, univa la padronanza tecnica su roccia, ghiaccio e terreno misto a una curiosità per l'attrezzatura moderna – in particolare le suole Vibram – e a uno spiccato senso dell'orientamento che impressionò i suoi contemporanei. Il suo capolavoro rimane la prima salita della parete est delle Grandes Jorasses, realizzata nel 1942 con Giuseppe Gagliardone, mentre era ufficiale durante la Seconda Guerra Mondiale. Questa via, a lungo considerata la più impegnativa del massiccio del Monte Bianco, cristallizzò la sua visione: una salita diretta e impegnativa, dove la difficoltà tecnica è aggravata da un'estrema esposizione psicologica. Gervasutti morì il 16 settembre 1946 sul Mont Blanc du Tacul, vittima di un incidente in corda doppia, lasciando un'eredità che si estende ben oltre la sua lista di prime ascensioni. Le sue vie – Devies-Gervasutti sull'Ailefroide, Gervasutti-Boccalette sulla Gugliermina, il pilastro nord del Frêney, la parete est delle Grandes Jorasses – rimangono dei classici che definiscono ancora oggi l'alpinismo di alto livello. Giusto Gervasutti, alpinista solitario e tormentato, dotato di una bussola morale impeccabile, fautore di un alpinismo leggero ed etico, perennemente alla ricerca di una felicità irraggiungibile, è per sempre una leggenda della montagna.



