Roberto Bonelli

Biografia
Roberto Bonelli, l'iconico alpinista italiano nato il 17 aprile 1954 a Cuneo, ha lasciato il segno nella storia dell'alpinismo negli anni '70 rompendo con le tradizioni dell'alpinismo classico. Fin dai suoi esordi, negli anni '70, si è associato ai giovani talenti che incarnavano il "Nuovo Mattino", spingendo i limiti della difficoltà nell'arrampicata libera insieme a figure come Andrea Gobetti, Massimo Demichela, Danilo Galante e Gabriele Beuchod, pur distinguendosi per le sue visioni anticonformiste. Considerato uno degli alpinisti italiani più rappresentativi di quel decennio, ha eccelso su audaci vie di fessura come "Niente più coccole per Bonellino" in Valle dell'Orco, la Fessura Kosterlitz e la Via del Risveglio a Catteissard, spesso affrontando in solitaria o in libera vie estreme, con uno stile iconoclasta e provocatorio che ha scioccato la comunità alpinistica conservatrice. Dopo una carriera fulminea e adrenalinica, Bonelli si prese una lunga pausa dall'arrampicata negli anni Ottanta, in concomitanza con l'ascesa dell'arrampicata sportiva e delle vie attrezzate, di cui rappresentava l'antitesi assoluta. I suoi ex compagni di scalata, come Giulio Beuchod e Oliaro, lo descrivono come estremamente cauto, quasi ossessivo nel posizionamento dei rinvii e nella manutenzione delle corde, sottolineando anche la sua passione per le avventure in Africa, come i Monti Hoggar in Algeria e Camerun. Uomo colto e quintessenza dell'anti-star, evitava le interviste e detestava le distorsioni del suo passato, come quelle mostrate nel film "Cannabis Rock", preferendo una feroce discrezione fino alla sua ultima e rara intervista nel 2012 con Andrea Giorda per la rivista UP Climbing. Il 10 settembre 2016, all'età di 62 anni, Roberto Bonelli morì in seguito a una caduta dal Plateau de la Draye nella valle dell'Ailefroide, nel massiccio degli Écrins, in Francia.


